Aria Rarefatta di Sandro Rossi
volti, espressioni, emozioni
 
Già nel 55 avanti Cristo il famoso filosofo romano Cicerone nella sua opera "De oratore" scriveva "Il volto è lo specchio dell'anima".

E' proprio così, la bocca può dire una cosa ma lo sguardo può dire l'opposto. Guardando una persona negli occhi si capisce quello che pensa, si capisce quello che è in quel momento, e quello che sta provando. In questa pagina metterò delle foto ritraenti persone che con le loro espressioni manifestano le loro emozioni, gioie, preoccupazioni, ...

Questa ragazzina nepalese deve farsi 7 ore a piedi
per andare a scuola ... ma la voglia di imparare è talmente tanta che fa il percorso con il sorriso
sulle labbra ...

Anche a questo bambino regalo un quaderno ed
una penna biro, mi guarda sorpreso e non capisce
a  cosa servono ... poi compare la madre, che mi
sorride in segno di ringraziamento

Ognuno può immaginarsi il viso di quest'uomo,
con l'immane sforzo per portare il carico
assegnatogli, per un compenso di poche
rupie nepalesi ...

Il sorriso di questo bambino tibetano è contagioso,
non ha nulla se non quello che indossa,
ma la felicità che possiede esce da
ogni poro della sua pelle 

Gli sherpa, persone squisite. Una delle
caratteristiche fondamentali insite
alla base della cultura sherpa, è il
grande rispetto della dignità dell'Uomo.

Originari del Tibet, sono insostituibili, senza di
loro ed il preziosissimo aiuto ci sarebbero
pochissime spedizioni himalayane,
non solo commerciali ...

Il loro carattere socievole e la loro resistenza alla
fatica  spiegano la preferenza che a tutt'oggi
viene loro data rispetto ad altre etnie.

Quasi nessuno percepisce un reddito pensionistico,
per cui si continua a lavorare, a qualsiasi età
e in qualsiasi luogo, spesso lungo le strade.

I bambini sono molto affettuosi con tutti, anche
 con gli stranieri che passano e si fermano nelle
tende dei loro genitori per bere una tazza di
the caldo.

bambino cinese, ancora innocente, non soggiocato
dalle logiche autoritarie del regime ... ora gioca
ancora con i bambini tibetani, quando
 sarà più grande?

Anche in Tibet ogni tanto i bambini provano a
fare i capricci ... non per ottenere chissà quale
giocattolo, ma per avere un pezzo di pane
o una patata in più ...

La bambina è incuriosita dalla barba bianca di
questo alpinista, la tocca e la tiene fra le mani,
la confronta con quella delle capre che porta
al pascolo ogni giorno

E' perplessa, guarda lo straniero con sguardo
dubbioso, tenta di scrutare lo sguardo di chi ha di
fronte, ma con le lenti a specchio non riesce
proprio a percepire nulla.
 
Poi però l'alpinista sorride alla bambina, e anche
lei esplode in una splendida ed innocente
risata liberatoria, uno sguardo magico
e sublime.

donne a bordo strada in attesa di un autobus,
aspettano diverse ore con immensa pazienza,
nessuno sa a che ora il mezzo di trasporto
arriverà, e se arriverà ...

Nell'attesa chiaccherano fra di loro, spettegolano,
un modo di passare il tempo sostanzialmente
uguale a quello usato dalle donne occidentali

Cosa staranno facendo questa mamma e questa zia
in una tenda da THE a 5.000 metri di quota, oltre
a servire gli alpinisti e trekker di passaggio?

Ma è ovvio !!! Stanno sorridendo alla loro bambina
di pochi mesi, nata qui al campo, a 5.000 m. E'
curiosa e segue con lo sguardo ogni cosa in
movimento.

In Tibet e in Nepal non si trovano boutiques e
negozi di alta moda, ma tutto quello che veramente
serve si può trovare abbastanza facilmente.

Lo sguardo civettuolo delle donne tibetane non è
molto diverso dalle donne occidentali, una donna
è una donna, in Tibet, in Nepal, in Francia
come in Italia.

Un indigeno argentino si sta bevendo
tranquillamente il MATE, con la bombilla  aspira
l'infuso dal porongo; il rito non  cambia,
nemmeno a campo I sull'Aconcagua. 

Questo arriero argentino (mulattiere) ha origni
italiane (il nonno era siciliano); sentendoci parlare
in italiano fa presente la sua origine con
estremo orgoglio.
  Questa immagine vuol rappresentare la
STANCHEZZA, credo che l'espressione e l'aspetto
nell'insieme possa esprimere proprio
questo stato.

Quello che non si coglie è la sensazione di
LIBERAZIONE e GIOIA, al termine
della spedizione al CHO OYU.

In tenda al campo base avanzato, a 5.750 m,
dopo 18 ore di ininterrotta marcia fra
ascensione da campo II verso
la cima e ritorno al campo base avanzato.
 
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