Aria Rarefatta di Sandro Rossi
prossima esperienza extraeuropea

 "Porta con te solo ricordi, non lasciare che impronte"
proverbio Inuit

“Ci sono montagne di una bellezza tale che bisogna semplicemente salirci su”
Reinhold Messner



E' arrivato il momento di svelare le carte e rendere pubblica la prossima esperienza extraeuropea, titolata:

"SatoPanth 2017"  

 

Purtroppo il 2016 sono rimasto a bocca asciutta, per un brutto tiro giocatomi dall'agenzia indiana a cui mi ero appoggiato per i permessi di salita e per l'organizzazione della spedizione ... Dopo lo sconforto iniziale per l'accaduto, mi sono dato da fare non demordendo e non cambiando meta. Ho quindi ribattezzato la spedizione, cambiando l'anno ... da SatoPanth 2016 a SatoPanth 2017 ... Dovrò ovviamente rifare tutto ... visto, volo, trattative, permesso di salita, ... . Non so ancora la data esatta di partenza, ma sicuramente sarà settembre 2017. Quanto scritto sotto quindi rimane valido, il mio prossimo obiettivo extraeuropeo rimane questo, è solo traslato in avanti di un anno.


Due anni fa in Kirghizistan, insieme a mio figlio Tiziano, ho tentato la salita del Khan Tengri, una bellissima montagna in Asia centrale; non è andata come speravamo, ma è stata comunque una bellissima esperienza, alpinistica, umana, relazionale. L'anno scorso dovevo partire per tentare questa nuova montagna ma le cose non sono andate come speravo ... Sono comunque convinto che ogni cosa ha il suo PERCHÈ ... evidentemente non era il momento ... momento che sembra sia arrivato e quest'anno tornerò a partire. Alcuni giorni fa mi è arrivato il nuovo visto valido per quest'anno, ho quindi il permesso per entrare in suolo indiano:

visto 2016 non utilizzato
visto 2017 che spero di poter usare ...

 

La meta non è cambiata, andrò appunto nell’Himalaya Indiano, per tentare la salita del Satopanth:
X

La parola Satopanth, deriva dal sanscrito, e si può tradurre in “via della verità” o “vero cammino”, 'Sat-o' significa 'vero, verità' e 'panth' sta per 'via, sentiero, cammino'.






Un altro significato della parola 'Sat-o' è 'cielo', quindi un'altra traduzione letterale di
Satopanth potrebbe essere “via del cielo” o “via verso il cielo”.






Il
Satopanth (7.075m) è una splendida montagna nell'Himalaya del Garhwal occidentale, e precisamente nell'alta valle del Gangotri, alle sorgenti del Gange. La valle è meta di pellegrinaggi indù e ricca di villaggi e templi.



La zona è veramente spettacolare per i grandi ghiacciai e le molte cime prestigiose, un angolo estremo del nord dell'India, in una zona incredibilmente bella e remota della catena dell'Himalaya, nei dintorni del
Satopanth ci sono vette mozzafiato come lo Shivling e il gruppo del Bhagirathi. Il Satopanth è la seconda montagna più alta nel gruppo di Gangotri in Uttarakhand, la sua salita è piuttosto impegnativa, la via è valutata di grado AD e si sviluppa lungo la cresta nord-est, un itinerario complesso di misto neve e ghiacciaio, con pendenze elevate e creste affilate come rasoi, da percorrere con molta attenzione e concentrazione prima di arrivare al tratto finale che porta in vetta, a 7.075m, dove spero di arrivare e ammirare dall'alto lo Shivling, il Nanda Devi, le vette del Kashmir e dei vicini Nepal e Tibet.


L'approccio alla montagna è via terra partendo da Delhi, un viaggio 'tradizionale', condiviso con i pellegrini che sono diretti verso uno dei luoghi più sacri dell'India, Gaumukh, la fonte del Gange, che si trova a poca distanza da questa montagna.
Ecco alcune immagini della montagna che ho in mente di salire:

 

splendida vista dello Shivling (montagna vicina alla mia meta)  vista dello Satopanth dal campo base
 tratto di salita che porta al campo 3  tratto di salita dopo campo 3


La data di partenza ormai è certa, e sarà sabato 9 settembre, da Milano Malpensa. Riporto sotto un programma di massima, soggetto ovviamente a variazioni in base alle imprevedibili situazioni che si possono creare  ...


ITINERARIO DI MASSIMA (soggetto a variazioni )

Giorni
Data
Percorso
G01
09/09/2017
Partenza dall'Italia
G02
10/09/2017
Arrivo a Delhi, trasferimento in hotel e riposo (216m)
G03
11/09/2017
briefing presso IMF, treno notturno da Delhi a Haridwar (314m)
G04
12/09/2017
Trasferimento da Haridwar a Uttarkashi (1.110m)
G05
13/09/2017
Trekking da Uttarkashi a Gangotri (3.048m)
G06 14/09/2017 Giorno di acclimatamento a Gangotri (3.048m)
G07
15/09/2017
Trekking da Gangotri a Chirbasa (3.548m)
G08
16/09/2017
Trekking da Chirbasa a Bhojbasa (3.784m)
G09
17/09/2017 Trekking da Bhojbasa a Nandanvan (4.420m)
G10
18/09/2017
Giorno di acclimatamento a Nandanvan (4.420m)
G11 19/09/2017 Trekking da Nandanvan al campo base di Vasukital (4.850m)
G12
20/09/2017
Giorno di acclimatamento a Vasuki Tal / Campo Base (BC) (4.850m)
da G13 a G20
dal 21/09/2017 al 28/09/2017
Giorni per l'ascensione alla vetta del Satopanth e ritorno al campo base
da G21 a G23
dal 29/09/2017 al 01/10/2017
Giorni di riserva in caso di meteo avverso
G24
02/10/2017
Trekking dal Campo Base a Nandanvan (4.420m)
G25
03/10/2017
Trekking da Nandanvan a Chirbasa (3.548m)
G26 04/10/2017 Trekking da Chirbasa a Gangotri e spostamento in auto a Uttarkashi
G27 05/10/2017 Trasferimento da Uttarkashi a Haridwar e in treno fino a Delhi
G28 06/10/2017 Debriefing presso l'IMF e fine della spedizione alpinistica
G29 07/10/2017 visita del Taj Mahal
G30
08/10/2017
la sera partenza per l’Italia - arrivo a Malpensa il mattino del 09/10



I giorni netti per l'ascensione alla vetta del Satopanth e ritorno al campo base non sono tantissimi, abbiamo 3 giorni di riserva in caso di maltempo, quindi sostanzialmente, per il successo di questa spedizione, deve filare tutto liscio. Il percorso di salita segue le orme della spedizione svizzera che ha scalato per prima il Satopanth percorrendo l'esposta e affilata cresta nord-ovest, raggiungendo la vetta il 1° agosto del 1947 (giorno insolito per tentare la vetta visto il pieno periodo monsonico ... ), spedizione composta da André Roch , René Ditterit, Alexander Graven e Alfred Sutter. La progressione avviene normalmente stabilendo 3 campi: C1 a 5400 ÷ 5500m sul ghiacciaio Suralay, di fronte all'imponente versante nord della montagna (a causa del notevole sviluppo dal CB al C1, quest'ultimo può essere strategicamente utilizzato come campo base avanzato); C2 a quota 5900 ÷ 6000m, nel tratto iniziale della parete; C3 sull'ampia sella sotto la cresta est, a quota 6300 ÷ 6400m circa (la posizione è molto ventosa e questo campo viene generalmene usato solo la notte prima della salita alla vetta).

 

Note storico-geografiche/culturali.
Il
Satopanth si trova nel Garhwal, una divisione dello stato federato indiano di Uttarakhand (Uttaranchal sino al 2006), nell'India settentrionale, una regione assolutamente non frequentata da turisti occidentali, ma da pellegrini indiani, in un’India antica popolata da gente gentile, onesta, assolutamente vegetariana e che non ti vuole vendere nulla. Incastonato in una delle più remote aree dell'Himalaya, il Garhwal proietta le sue spettacolari vette verso il Tibet e costituisce la frontiera orografica che divide la spiritualità del Buddismo Tibetano da quella Induista. In nessun altro luogo della lunga catena Himalayana la spiritualità impregna le montagne come qui. A nord c'è il Kailash, la montagna sacra del Tibet, a sud le sorgenti del Gange, "la porta degli Dei".


Al di là dell'aspetto alpinistico, questo più che un viaggio può essere considerato un pellegrinaggio in una Terra Santa da 5000 anni ricca di monti bellissimi ammantati di neve e di fiumi dalle acque cristalline: in Garhwal infatti la furia distruttrice della dea Ganga si perde tra i capelli di Shiva in mille rivoli che scorrono tra alti monti a forma di tridente. L'avvicinamento alla montagna si fa entrando nella valle santa di Gangotri, percorrendola a piedi assieme alla massa variopinta ed eterogenea dei pellegrini indiani, numerosi sono i Santuari posti in punti elevati, molte le scuole di Meditazione e Yoga. Culturalmente il Garwal è immerso nella storia e nella mitologia della fede indu, viene tra l’altro ritenuto la dimora di molte divinità indù incluso Shiva. Aperta da poco tempo agli estranei, la regione è tuttora meta di frequenti e importanti pellegrinaggi. Ad aumentare l’atmosfera particolare che riempie la regione, il sacro Gange ha fatto sgorgare le sue sorgenti dal ghiacciaio del Gangotri, nella zona più occidentale, per iniziare la sua lunga corsa piena di vita, di morte, di umanità e misticismo. È un’area insomma dai molteplici interessi paesaggistici, faunistici e culturali.

Riporto sotto una mappa dell'India in cui viene evidenziata la regione dell'Uttarakhand, che sulla mappa la vedete chiamata ancora Uttaranchal, e una mappa in cui si può vedere parte del trekking di avvicinamento al campo base di questa splendida montagna.

 


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